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Già pochi mesi dopo il referendum del 1993, la volontà espressa dal popolo fu mutilata dall'inserimento di una quota proporzionale all'interno del sistema maggioritario deciso tramite la consultazione. A deturpare ulteriormente la nuova legge fu l'inserimento dello scorporo: un meccanismo di ingegneria politica sempre mirato ad attenuare l'effetto bipolare del maggioritario.
Tale nuova legge elettorale fu presto battezzata "Mattarellum", ironizzando sul nome del promotore, e non si cessò di mettere in discussione di questo sistema.
Il ritorno al proporzionale, in corso di approvazione, non stupisce nessuno che abbia seguito con attenzione l'evoluzione politica degli ultimi anni; inoltre fa capire che sono molti probabilmente anche al di fuori della maggioranza sono favorevoli. Sia il sistema maggioritario che quello proporzionale sono per noi democratici diretti, comunque approsimazioni che andrebbero in ogni caso superate.
Vogliamo però attirare l'attenzione su diversi punti che gli organi di informazione hanno tralasciato in merito alla nuova legge.
Il primo è la perdita della facoltà di scegliere il proprio candidato. Ciò significa che non si può più votare per un rappresentante specifico, ma solo per un partito. Questo avrà precedentemente determinato la lista dei candidati che andranno in parlamento o meno, solo nell'ordine di inserimento ed in proporzione ai voti ottenuti sul piano nazionale. Viene meno anche la territorialità del maggioritario che, anche se sicuramente meno rappresentativo del proporzionale, permetteva a realtà politiche di radicarsi ed esprimersi su un'area geografica precisa (collegi) ed ambire a rappresentarla a livello nazionale. Per quanto difficile anche un candidato indipendente, ma molto conosciuto in un collegio, poteva ambire al parlamento, mentre ora tutto ritorna nelle mani dei partiti.
Il secondo punto veramente oscuro è la dispensa dalla raccolta delle firme per i partiti che hanno già un rappresentante nel parlamento italiano o europeo. Questo sembra un vero e proprio taglia fuori per le nuove forze che invece devono continuare a raccogliere le 250.000 firme (non è chiaro, ma forse ancora di più) per presentarsi alle elezioni.
In risposta a ciò Internetcrazia è il primo partito che annuncia di effettuare le primarie, per ogni collegio proporzionale che verrà istituito, rendendo così agli elettori la facoltà di scegliere i propri candidati.
Andrea |