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Abbiamo scelto un nome forte e volutamente provocatorio. Rappresenta per noi una scelta di totale discontinuità con ogni terminologia politica esistente, la “presunzione” di dover ricorrere ad un neologismo per identificarci. “Internetcrazia” vuole quindi esprimere la sintesi della nostra proposta: un modello di democrazia diretta applicata.
La distanza fra i cittadini e la politica è da tempo percepita come un problema dalla quasi totalità dei partiti. Siamo consci però che negli ultimi tempi le richieste più pressanti degli elettori riguardano i temi di sicurezza e stabilità economica.
Crediamo tuttavia che proprio per il problematico scenario politico ed economico che ci si pone di fronte, insistere su questo tema sia una priorità. Questo perché l’applicazione di strumenti di democrazia diretta non rappresenta il fine del nostro agire politico, ma è per noi un mezzo, uno strumento per avere più potere risolutivo riguardo ai problemi del paese.
Chiediamo all’elettore di votare un partito per la democrazia diretta come forma di investimento, riconoscendo nella partecipazione costante del cittadino alle scelte pubbliche, un grande potere formativo. Prendere parte alle decisioni, al dibattito politico è quindi un mezzo per accrescere il senso civile e di legalità delle persone. La democrazia diretta diventa strumento educativo, sia per i rappresentanti politici che per i cittadini; lo diventa nella trasparenza e nella necessità di confrontarsi, capirsi ed accettare le scelte fatte per il bene comune: una totale riscrittura del patto di fiducia fra il popolo ed i suoi rappresentanti.
L’Italia è un paese in cui la coesione nazionale e cultura della legalità non eccellono, rapportare la criticità di questi valori al complesso scenario multiculturale che si va componendo nel nostro paese, porta a ridiscutere i tempi in cui proporre, iniziare, un cammino che guidi concretamente al raggiungimento di questi obbiettivi.
Andrea |