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Strumenti per il rilancio italiano PDF Stampa E-mail
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PeggioreMigliore 
Scritto da Il Presidente   
venerdì 29 luglio 2005
Il rilancio del nostro paese richiede soluzioni coraggiose, tutte le forze politiche ed i cittadini  se ne rendono conto. Lotta all'evasione, riduzione della pressione fiscale e strumenti finanziari simili per quanto  necessarie si sono verificate vie impervie e chimere da campagna elettorale.

La nostra idea è quella di individuare strumenti che incentivino economie nazionali nuove, a scapito di importazioni estere onorose, e politiche di disciplina della distribuzione commerciale che impongano ai produttori regole di sostenibilità ed eticità di quanto proposto. In concreto abbiamo individuato diverse aree su cui si proporre nuove discipline ed opportunità.

1. Mobilità e Carburanti

La nuova legge potrebbe imporre che entro il 2015 il 10% dei carburanti per autotrazione di origine petrolifera sia sostituito da bio carburanti (Biodiesel e Bioetanolo)* prodotti in Italia. I più alti costi derivanti dalla produzione del biocarburante dovranno essere fisclamente agevolati per rendere competitivo il nuovo prodotto, che ha costi di produzione più alti.

Tale mancato introito è ampiamente recuperato dalle tasse derivanti dalla nuova economia interna creata, dai minori costi sociali dovuti al più basso inquinamento e riduce il pericolo di disastri ambientali, una vera e propria pistola alla tempia delle coste italiane.

Un secondo incentivo in campo di mobilità sarà dato da una richiesta di impatto ambientale e rendimento molto più alto dei canoni attuali. Se un paese come l'italia, con un parco circolante di diversi milioni di veicoli, imponesse che dal 2013 non saranno immatricolate auto con un rendimento totale inferiore al 40% ed emissioni nocive prossime allo zero, creerebbe una grande rincorsa tecnologica. Ovviamente bisogna avere il coraggio di proporre un traguardo ambizioso, tecnologicamente avveneristico. Una iniziativa di questo genere produrrebbe nuovi spazi per le aziende emergenti e
la ridistribuzione delle attuali quote di mercato a favore di chi saprà produrre tecnologie vincenti.

2. Energia

Il primo passo dovrebbe passare per la liberalizzazione della produzione di energia. La legge attuale non permette a privati ed imprese la generazione di più di 40KW. Le esperienze di altri paesi europei  hanno dimostrato come la delocalizzazione della produzione dell'energia elettrica generi grandi vantaggi  dal punto di vista economico ed ambientale. Ciò deriva principalmente dalla grande dispersione delle linee  elettriche che si trovano lontano dai centri industriali ed abitati disperdendo fino al 20% di quanto prodotto prima di raggiungere gli utilizzatori. Effetti dannosi sull'uomo di tale dispersione non sono mai stati
riscontrati, sicuramente non se ne troveranno di positivi.


Peremettere ad imprese private di produrre energia, sotto gli opportuni vincoli di sicurezza, significa aprire mercati trasversali per le attività tradizionali e ridurre fortemente la quota di elettricità acquistata all'estero (Francia e Svizzera). I sistemi di microgenerazione più diffusi sono alimentati a gas metano hanno altissimi rendimenti, costi sostenibili e sono poco inquinanti.
Esempio:un'azienda che produce serramenti ed attualmente spende 40.000E di fornitura elettrica annui potrebbe
decidere di realizzare un proprio microgeneratore che dovrebbe ammortizzere in circa tre anni. Ora l'imprenditore potrebbe decidere di non generare solo l'energia strettamente necessaria alla propria impresa, ma sovradimensionando l'impianto di generazione, potrebbe vantaggiosamente vendere energia elettrica all'azienda o al quartiere vicino.

Esistono inoltre interessanti progetti per lo sfruttamente dell'energia solare, più che fotovoltaica sembra emergere la tecnica a specchi ustori, che potrebbe creare nuovi spazi imprenditoriali nel mezzogiorno.  L'ultima teconlogia nata in questo campo è italiana e produce con buon rendimento.


3. Certificazione Etico/Sostenibile

Un impulso nuovo deve venire da scelte di sostenibilità, che diventerà una certificazione propria dei prodotti.  Si comporrà un indice di tre E: Efficenza,Eco-compatibilità, Etica. Un ente superpartes dovrebbe definire le  modalità e la creazione di una classificazione, stabilita poi la soglia di "sostenibilità" accettabile i  prodotti che non rispecchiano le caratteristiche non possono essere commercializzati.

L'applicazione potrebbe partire dai prodotti di larga scala e largo consumo, poi nel tempo si passerebbe anche alle piccole produzioni.

Questo colpirebbe duramente la concorrenza sleale di chi sfrutta il lavoro minorile o non etico, le produzioni dovranno tenere conto delle conseguenze ambientali di un loro oggetto, i prodotti che consumano energia dovranno avere dei canoni di durata/efficenza minimi.



Questa la traccia sulla quale stiamo elaborando il nostro programma elettorale nel settore tecnologia e mobilità, aspettiamo altri contributi sul forum.


Il Presidente.


* Attualmente una legge limita la prodzione del Biodiesel (recentemente dimezzata), pur essendo già
usato dalle compagnie petrolifere per "tagliare" il gasolio tradizionale.

Ultimo aggiornamento ( venerdì 29 luglio 2005 )
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