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Prendendo spunto dai dati delle ultime elezioni politiche (2001), vogliamo riflettere su quanto "numericamente" sia rappresentativo il nostro parlamento.
"Siamo la maggioranza del paese!!" Un mito da sfatare, una frase pronuciata dai leader vincenti con leggerezza, visto che la matematica nega con forza tale affermazione. In italia siamo 57.000.000 e questo è il popolo o paese. Giustamente in 49.500.000 hanno diritto al voto, quindi c'è già una prima approssimazione, al limite saremo "la maggioranza degli aventi diritto al voto". In realtà 9.306.000 non si sono recati alle urne, correggiamo quindi l'affermazione a "la maggioranza degli effettivi votanti".
Ci sono però da conteggiare 3.108.000 di schede nulle o bianche, anche se profondamente differenti nel significato sono voti non espressi, quindi "la maggioranza dei votanti che hanno espresso correttamente la preferenza".
Dai 57.000.000 siamo già passati a 37.000.000 ovvero al 65% della popolazione. Il primo dato appurato è che chi ha effettivamente determinato il parlamento è il 65% della popolazione del paese. Ora però non è finita. Infatti grazie ai meccanismi del maggioritario e di sbarramento al 4% nella quota proporzionale la situazione muta ancora radicalmente.
Prendiamo ad esempio il senato dove l'attuale "maggioranza" ha raccolto 14.535.000 di voti. Questi rappresentano il 25,5% della popolazione, paese italia. Quindi l'affermazione corretta è "siamo la maggioranza dei votanti che hanno espresso un voto valido depurati dei voti a schieramenti al di sotto del 4% o non eletti in un collegio uninominale".
Questo non vuole essere un giudizio sull'attuale sistema elettorale, ma un a riflessione su quale sia l'effettiva rappresentanza numerica di ciò che produce. Ora si ribatterà che è un buon sistema che, a scapito di un po' di democrazia, rafforza i poteri di una fetta sufficentemente ampia della popolazione. Su questa affermazione si può essere favorevoli o concordi, il dato numerico però rimane.
Un'ultima riflessione , qualcuno giustamente dubita della sicurezza del voto elettronico, ma ci siamo mai chiesti quale siail grado di "sicurezza" del voto attuale?
Primo dato di fatto è che il voto elettronico elimina le schede nulle (o dichiarate nulle!!), e si parla di quasi 2.000.000 di voti! Stiamo quindi utilizzando un sistema che introduce almeno un 4% di errore, solo questo dovrebbe essere sufficente a convincerci, poichè garantire un sistema informatico ad un tasso di errore sotto il 4% è roba da poco. Inoltre non vogliamo ragionare sulle schede bianche e sulla loro pericolosità, su come si potrebbe riconoscere un tratto a matita effettuato dopo da uno fatto prima... Concludendo vogliamo sottolineare, sempre in ottica propositiva, il tema dibatutto anche sui forum.
Alla luce di queste riflessioni come sognamo la politica, la partecipazione ed il modo di votare dei prossimi 200 anni? Come iniziamo a costruirla?
Citando uno sconosciuto compositore "Noi?... Noi ci siamo!"
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