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Scritto da Il Presidente   
lunedì 04 aprile 2005
Nella pianura fra Reggio ed il Po, le sere d’estate sono spesso offuscate dall’alito pesante delle fabbriche. Così per San Lorenzo l’aperta campagna a volte non basta, si va verso la collina per una visione perfetta.

Alle spalle il verde abbraccio di un campo incolto, negli occhi la distesa del cielo dormiente. Nel silenzio si attende il fascio luminoso e caduco di una stella che incrocia il cammino del nostro pianeta, tratto celeste a cui agganciare un sogno, un desiderio, una speranza.
La storia dell’umanità appare a volte come questo cielo notturno: un immenso buio di povertà ed ingiustizie e poche e sfuggenti luci a cui affidare le speranze del futuro.

Eppure i punti luminosi ci sono e ben fissi, come l’operato di chi passando per questa terra ha segnato una svolta importante. Fra questi scienziati, uomini di di fede e politici.
Pensando però ai secoli di storia trascorsi, la statistica o la fantasia possono farci supporre che in realtà siano esistite migliaia e migliaia di persone con l’intelligenza e l’estro di Leonardo, il coraggio di Gandhi e le intuizioni di Cavour.
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Dov’erano, forse impegnate nei campi o in bottega per mantenere la famiglia, senza possibilità di coltivare e manifestare le proprie doti al servizio dell’umanità. Non è indispensabile pensare a persone dalle qualità eccezionali, basti pensare quanto può essere risolutivo un semplice, ma più vicino, punto di vista differente per la risoluzione di grandi problemi.

Opportunità. La sua mancanza ha sicuramenente escluso validissimi uomini e donne dall’essere protagonisti dei tanti progressi che la nostra società ancora aspetta. Un patrimonio di idee e forze inestimabile.

Partecipazione. Un dovere di ognuno, imposto dalle possibilità che oggi abbiamo di informarci, discutere e dare il proprio contributo alla società. Un dovere verso il presente, chi ci ha preceduto senza avere le stesse possibilità, che ci seguirà chiedendoci quale eredità gli abbiamo consegnato.

Solo ponendo noi stessi, moltiplicando esponenzialmente le piccole ma ferme luci, lo scuro del cielo sarà vinto.

Andrea

Ultimo aggiornamento ( martedì 10 maggio 2005 )
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