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Autore Messaggio
In Italia c'è un Prezzario per i Voti - 2006/05/26 19:20 Il sistema di voto cartaceo attuale è ormai una farsa. Questo articolo chiarisce il perché per riportare la democrazia in italia è necessario ora più che mai passare subito al voto criptato e digitale come in Estonia, ma soprattutto ad una democrazia diretta dove non vi sarebbero più partiti disposti a pagare per i voti:

«Voti in vendita, c’è un prezzario»

Soldi in cambio di voti. L’ombra di una tornata elettorale inquinata dai clan sta prepotentemente venendo a galla. La Iervolino, che denuncia il presunto traffico da settimane, ieri è tornata sull’argomento in maniera pesante.


Elencando un prezzario, citando testimoni «che sto convincendo a venire con me in Procura», denunciando minacce e abusi contro i candidati del centrosinistra e una mappa dei quartieri dove il voto potrebbe essere comprato e orientato dalla camorra. Il sindaco - in sostanza - è pronto a fare nomi e la sua denuncia pubblica ne è la testimonianza: «Mi risulta - attacca - che ad alcuni siano stati offerti 30 euro e ad altri 70 per un voto e mi risulta anche che siano stati offerti 1500 euro previa dimostrazione di 150 voti, cioè la compravendita di un vero pacchetto». Il sindaco è preoccupato, ma allo stesso tempo determinato a combattere il fenomeno: «Sto convincendo chi è venuto da me a denunciare gli abusi, le offerte di soldi e le minacce a venire in Procura. Lo accompagnerò io stessa. Per ora posso solo segnalare perché ho la notizia ma non le prove. Sono numerosi i testimoni, che però sono restii a denunciare perché temono vendette». Insomma, il clima è avvelenato e rischia di esserlo ancora di più man mano che l’apertura delle urne si avvicina. La Iervolino ha parlato di «un fenomeno abbastanza diffuso» che non si limita ad un quartiere in particolare «con una preferenza per le zone più popolari e più povere della città». Stando a quanto trapela per ora gli obiettivi sono puntati su Forcella, sulla zona di via Duomo e di Scampia. Ma la mappa sarebbe molto più particolareggiata e vasta. Il sindaco insiste su di un concetto: «Ciò che non posso fare è andare in Procura fino a quando non avrò convinto qualcuna di queste persone a venire con me o a mettere la denuncia per iscritto. C’è un clima di intimidazione ed è difficile avere le prove e convincere la gente a denunciare. Di sicuro le manovre per condizionare il voto non sono della Iervolino». Il sindaco rispetto a cinque anni fa distingue i tentativi di inquinamento: «I seggi saranno meglio organizzati ed attrezzati, il dato negativo è un altro, la presenza dei telefonini che fanno le foto. Appena ci sarà il ministro degli Interni farò una telefonata perché sia chiara una circolare per i presidenti dei seggi che impedisca l’ingresso in cabina con i telefonini. Mi rendo conto che è difficile, non sono ufficiali di polizia giudiziaria e non possono aprire le borse per vedere se ci sono i telefonini ma che almeno invitino i cittadini a dichiarare di non avere il cellulare. Quanto meno che ci sia una presa di responsabilità esplicita». Sulla questione interviene anche il capolista della Margherita, il partito del sindaco, Giuseppe Gambale, ex membro della commissione parlamentare antimafia. «Attivare un’energica attività investigativa prima che si vada alle urne» è la sua proposta. «Mi associo alla richiesta del sindaco - dice - di allertare il prossimo ministro dell’Interno. Ci risulta che già durante le scorse elezioni politiche si registrò un mercato del voto, furono fotografati consensi venduti a 50 euro». Secondo Gambale «è necessaria un’attività preventiva del territorio, chiaramente non possiamo blindare o militarizzare le operazioni di voto, a tal proposito chiedo ora il massimo intervento delle attività investigative». Il capolista conclude con una proposta: «Serve un lavoro di intelligence per monitorare quanto accade in campagna elettorale, di certo non possiamo dotare i seggi di metal detector».

Da: Il Mattino di Napoli del 13 maggio 2006
Di: Luigi Roano
http://www.elezioninews.it/modules.php?name=News&file=article&sid=429

NOTA: tutto quello che serve per dimostrare di aver votato e incassare i soldi del prezzario è un segno di matita anche piccolissimo in un punto concordato della scheda che permetta di far capire allo scrutatore del partito corruttore che a votare siamo stati noi.

Modificato da: Immanuel, Modificato alle 2006/05/29 02:56
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