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Proposta di modifica del codice stradale - 2006/01/02 19:09 Proposta di revisione del codice della strada

Questa è una proposta incompleta e a grandi linee del codice della strada: incompleta principalmente perchè una revisione totale su questo forum richiederebbe pagine su pagine di modifiche; in secondo luogo una riforma del codice stradale (che d’ora in avanti chiamero CDS, codice della strada) dovrebbe necessariamente dipendere da radicali cambiamenti all’interno delle forze dell’ordine (in particolar modo in seno alla polizia stradale, le cui risorse per il controllo della rete stradale sono decisamente insufficienti) nonché nel sistema di riscossione delle multe; in ultimo è necessario essere a conoscenza di dettagli tecnici che, seppur intuibili, non possono essere chiariti in questa sede (ad es. come calcolare la velocità massima su una strada date alcune variabili come presenza di luci, presenza di guard rail, larghezza della carreggiata etc.)
Prima di fare la mia proposta, anticiperò subito che molte cose potrebbero non essere gradite in quanto le regole che stabiliscono le sanzioni, e quindi le sanzioni stesse, andando a toccare direttamente il portafoglio del cittadino sono sempre viste come vessatorie, a prescindere dalla loro validità.
Vi prego di leggere quanto scrivo non nell’ottica dello stato che multa per far quadrare i conti, quanto invece per effettuare una efficace opera di prevenzione degli incidenti e di quanto ad essi correlati (spese ospedaliere, morti, invalidi permanenti etc.). Devo comunque aggiungere che nella mia idea rientra anche un piano che stabilisca il pagamento delle multe in base al proprio reddito e ad altri vari parametri; il perché è chiaro.
Supponiamo che una persona con un reddito di 1000 euro netti mensili attraversi una zona abitata (limite 50 Km/h) a 100 Km/h: secondo il CDS attuale egli rischia da 343 a 1.376 euro di multa con sospensione della patente da 1 a 3 mesi (da 3 a 6 se neopatentato): se un’altra persona con un reddito molto maggiore (supponiamo 4.000 euro mensili) commette la stessa infrazione, appare chiaro come il primo soggetto sia maggiormente penalizzato dalla sanzione rispetto al secondo, il quale possiede anche abbastanza risorse per effettuare un eventuale ricorso. Inoltre si anche può notare la discutibile scelta di non avere un punto di riferimento per l’importo della multa. In base a quali criteri infatti si stabilisce se dare al colpevole il minimo o il massimo della multa, piuttosto che un valore intermedio?
Se invece la multa fosse stabilita in base al reddito, supponiamo che per l’infrazione in questione si stabilisca, vista la discreta gravità, un importo pari al 30% dello stipendio mensile + sospensione della patente per una settimana, ecco che entrambi i cittadini verrebbero gestiti in modo equo, con la possibilità di riprendere l’utilizzo dell’auto (lavorare) in tempi accettabili. Ovviamente l’ammorbidimento della sospensione della patente comporterebbe una dura reazione nel caso di comportamenti recidivi all’interno di un determinato periodo di tempo (tipo 3-5 anni), con la decuplicazione della multa precedente e la sospensione della patente per almeno 2 mesi. Una ulteriore infrazione provocherebbe non una multa, bensì il sequestro del mezzo che verrà messo all’asta e il ritiro totale della patente.
Altro punto riguarda la patente a punti, sicuramente efficace ma che merita ancora diversi aggiustamenti: la circolazione contromano ad esempio viene punita con la sottrazione di soli 4 punti quando è chiaro che essa rappresenta una delle cose più pericolose che possano essere fatte su una striscia di asfalto; dubito che qualsiasi persona ragionevole non sottrarrebbe almeno 10 punti per una cosa del genere.
Stesso discorso per il mancato rispetto della distanza di sicurezza (3 soli punti per la maggior causa di incidenti stradali è semplicemente ridicolo), inversione di marcia in autostrada (10 punti), caduta di materiale sulla carreggiata (4 punti? Forse chi ha determinato questo valore dovrebbe trovarsi un fusto di silicone liquido rovesciato sull’autostrada, come mi è capitato personalmente, per capire cosa si intende per “caduta di materiale”) ed altri casi più o meno gravi.
Un discorso analogo andrebbe fatto anche per gli importi di alcune sanzioni: l’esempio tipico che porto sempre a sostegno di questa idea è l’infrazione per eccesso di velocità superiore ai 10 Km/h e che ammonta a 137 euro: questo è semplicemente un pretesto per estorcere i soldi agli automobilisti visto l’eccesso di velocità è l’infrazione più comune e che nell’intervallo tra 10 e 40 Km/h si possono multare una marea di veicoli, moltiplicando tutto per 137 euro, otteniamo una valanga di soldi (ne sono la prova gli autovelox dei vigili urbani che spuntano dal nulla nei punti più impensati, mai in quelli realmente utili, e che dopo aver spellato automobilisti a sufficienza svaniscono così come erano apparsi). Soldi teorici ovviamente, visto che la maggior parte degli automobilisti cercheranno di fare ricorso al giudice di pace o tenteranno altre vie più o meno legali pur di non pagare una multa che, magari per 12 Km/h, appare effettivamente sproporzionata.
Risulterebbe molto più efficace suddividere ulteriormente i limiti di eccesso distribuendo in maniera più omogenea le sanzioni: applicando il mio metodo, su uno stipendio mensile sempre di 1000 euro, potremmo dare 30 euro di multa per eccesso di velocità oltre i 10 Km/h, 50 euro sopra i 20 Km/h, 100 sopra i 30, 250 sopra i 40 con sospensione della patente per 7 giorni, 500 sopra i 60 con sospensione della patente per un mese, 2000 sopra i 100 con sospensione della patente per 3 mesi.
Come in precedenza, comportamenti recidivi dovranno essere puniti nel modo più efficace e duro possibile.
Ancora, per le infrazioni dovute a parti del veicolo deperibili come pneumatici, fari ed altro, non si verrà multati immediatamente, ma il conducente dovrà impegnarsi nella sostituzione della parte entro 48 ore. Anche qui l’informatizzazione sarà strettamente necessaria, in quanto i suoi dati dovranno essere inseriti in un database che permetta di verificare che esso abbia eseguito le necessarie operazioni di manutenzione.
Sarebbe infine auspicabile che qualsiasi modifica sulle auto passasse per la motorizzazione civile la quale, dietro pagamento, verificherebbe la loro sicurezza e compatibilità con le norme del CDS.
I punti critici di questa proposta risiedono nell’innovativo sistema di sanzioni (comunque già adottato da alcuni paesi, non ricordo se Norvegia, Svezia o Francia) e nella necessità, come già detto, di riorganizzare le forze dell’ordine in maniera tale da aumentarne la concentrazione sulle strade, snellendo la burocrazia, aumentando il loro salario e mettendoli in condizione di svolgere il loro lavoro con serenità fornendo loro gli strumenti atti ad effettuare le necessarie rivelazioni con precisione e con la minima possibilità di errore. Fornendo fotocamere digitali potranno catturare le prove per dimostrare le infrazioni contestate, con automobili migliori potranno muoversi con più efficienza, con un avanzato apparato informatico gestire al meglio il lavoro ottimizzando i tempi morti.
Più in generale sarebbe auspicabile che a queste modifiche venga affiancata una campagna pubblicitaria mirata all’educazione stradale: al contrario di quanto fatto finora con quelle pubblicità che paiono più i consigli della mamma (Fate attenzione! Riposate se siete stanchi! Non bevete… MA VA?) che suggerimenti per un comportamento civile e sicuro in strada, bisognerebbe allestire una numerosa serie di pubblicità che riesca a spiegare in maniera efficace per quale motivo non bisogna assumere alcolici prima di mettersi alla guida (aumento dei tempi di reazione fino a 1 secondo), spiegando che raddoppiando la velocità gli spazi di frenata non raddoppiano ma quadruplicano, spiegando che la maggior parte dei tamponamenti avvengono per mancato rispetto della distanza di sicurezza, arrivando fino alle basi che comprendono il funzionamento dell’ABS (vantaggi per l’acquaplaning e spazi di frenata allungati sulla neve) ed altro, toccando anche argomenti come le precedenze e via dicendo.

Sono tentato di parlare anche dei blocchi del traffico e della recente proposta del sindaco di Milano di subordinare l’entrata in città al pagamento di un pedaggio di 3 euro. Rientrando nella categoria di messaggi riguardanti l’ambiente tuttavia, lascerò presto un altro post per discuterne.

Vi ho messo un bel po’ di carne sul fuoco, sappiatemi dire cosa ne pensate così discuteremo insieme dei vari punti illustrati: tenete conto che aggiungerò altre cose quando mi verranno alla mente, perché il discorso è veramente ampio.
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Proposta di modifica del codice stradale - 2006/01/05 23:31 Da molto tempo sono convinto che le multe basate sul reddito siano qualcosa di auspicabile. Chi puo` si permette di infrangerle, a scapito della sicurezza di terzi.

Purtroppo il sistema pone problemi di natura pratica. Ad esempio il caso di guidatori senza reddito. O il caso di chi il reddito lo ha -e anche alto-, ma fiscalmente non figura.

Ribadisco che l'idea e` buona, ma l'applicabilita` deve essere pensata assai bene.
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Proposta di modifica del codice stradale - 2006/01/07 15:29 Grazie a Vlad. Riguardo ai problemi di natura pratica partiamo da quello più grosso, che riguarda ovviamente la parte di verifica fiscale. Chiaramente, QUALSIASI RIFORMA SI VOGLIA FARE, essa non potrà mai, mai, mai prescindere da una totale rifacimento del metodo fiscale e da una più efficiente riorganizzazione delle forze dell'ordine. Questa affermazione risponde anche al secondo problema che tu poni: una persona senza reddito, deve dipendere comunque da qualcuno che il reddito lo ha (figli, casalinghe etc.) e a cui una eventuale nuova tipologia di riscossione fiscale possa addebitare le multe (una persona che non ha alcun tipo di sostentamento, IN TEORIA non dovrebbe possedere nemmeno un'auto, vedi i senzatetto). Se poi uno di reddito ne ha tanto ma non figura... Beh, se uno viene fermato su una Porsche e dichiara di non avere alcun reddito, si spera che Polizia/Carabinieri/Guardia di Finanza facciano i dovuti controlli...

A questo proposito mi fai venire in mente che si potrebbe inserire un moltiplicatore di multe per le auto di lusso...
Mmmmmmhhhhhhhh...
Sopra i 25.000 euro di valore dell'auto le multe vengono raddoppiate.
Sopra i 50.000 vengono quadruplicate.
Sopra i 100.000 vengono decuplicate.
Un Lamborghini che passa da un paesino superando il limite di 100 orari, oltre alla sospensione della patente, si beccherebbe così pure 20.000 euro di multa. Se non è parità di trattamenti questa....

Modificato da: 1c0n, Modificato alle 2006/01/07 15:31
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Proposta di modifica del codice stradale - 2006/01/10 19:53 Mi spiace romperti le uova nel paniere :-) , ma ...

Il valore dell'auto non puo` essere preso a parametro.

Bisogna conto del mercato dell'usato. Io potrei essere in possesso di una macchina di lusso di ... 10 anni fa. Pagata anche poco.

Oppure potrei avere acquistato l'auto poco prima di una drastica riduzione del mio reddito. E si chiama sfiga.

Basarsi sul reddito e` la strada giusta, ma bisogna trovare il sistema per impedire le 'gabole'.
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Proposta di modifica del codice stradale - 2006/01/13 03:04 Fai benissimo a rompermi le uova nel paniere: è proprio quello che voglio perchè mi piace discutere delle idee, non imporle.
E complimenti per le tue domande.
Veniamo al sodo: riguardo alle auto vecchie, la tua domanda è legittima ma facilmente risolvibile, visto che basterebbe fare riferimento al listino che viene utilizzato da tutte le concessionarie per valutare il valore dell'auto.
La seconda domanda mi stuzzica di più, ma non è impossibile rispondervi: la multa è proporzionata (si spera ) all'infrazione commessa.
Se tu prendi 20.000 euro di multa perchè viaggiavi a velocità sub-luce con un Ferrari 550 Maranello, e poi il giorno dopo l'azienda ti mette in mobilità, ricordati che hai sotto al sedere un mezzo che, rivenduto, può permetterti di pagare la multa e di vivere anche per un annetto buono senza lavoro (se ci riesco io che porto a casa 16.000 euro l'anno...) ed eventualmente anche di comprarsi un'auto di più modeste pretese . In casi estremi, il cittadino multato potrà eventualmente fare il suo bel ricorso, illlustrando come mai non può più pagare la multa e bla bla bla.
Ti ricordo comunque che la multa deve essere vista come un deterrente verso i comportamenti incivili e soprattutto contro il pericolo degli incidenti e della pirateria stradale.
Se uno vuol fare il cretino, liberissimo; solo non venga poi a piangere quando gli si presenta il conto, perchè prima di fare cazzate bisogna pensarci bene.

Aspetto con ansia altri interventi.

Modificato da: 1c0n, Modificato alle 2006/01/13 03:07
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Re:Proposta di modifica del codice stradale - 2006/01/15 14:26

Veniamo al sodo: riguardo alle auto vecchie, la tua domanda è legittima ma facilmente risolvibile, visto che basterebbe fare riferimento al listino che viene utilizzato da tutte le concessionarie per valutare il valore dell'auto.


Si puo` fare, ma si rischia di aumentare la lunghezza dell'iter.

Prendiamo ad esempio un'auto di lusso qualsiasi. Costo all'acquisto di XX mila euro, tanto per dire.

Caso1
Rivenduta dopo 7 anni. Secondo propietario, tenuta non benissimo. Dopo 3 anni rivenduta ad un terzo proprietario.

Caso2
Unico propietario, tenuta benissimo.

Basandosi sul valore dell'auto diventa difficile calcolare l'importo della multa. Questo varia in base a molti fattori, ed ogni infrazione richiederebbe la stima del mezzo, i documenti di acquisto ecc ecc.

Continuo a pensare che basarsi solo sul reddito sia la cosa migliore.
Non dimenticare che l'auto potrebbe non essere di proprieta`, ma semplicemente noleggiata o prestata.


Speriamo che altri si uniscano al dibattito!
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