Immanuel
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 Platinum Internetcratico| Posts: 271 |  | |
FAQ su Internetcrazia - 2005/08/22 02:49
Visto che la FAQ ufficiale del sito lascia
molto a desiderare, ho raccolto alcune
domande che mi vengono poste di frequente
sui vari forum internet riguardo ad
Internetcrazia e alla Democrazia Diretta.
FAQ - Domande Frequenti sulla Democrazia Diretta
CAPITOLO 1 - Il Sistema di Democrazia Diretta
1.0 - Che cosa è la Democrazia?
Si chiama Democrazia quel paese in cui
valgono almeno queste due regole per prendere
decisioni collettive:
1) SOVRANITA' POPOLARE - tutti partecipano alla decisione direttamente o indirettamente;
2) DECISIONE A MAGGIORANZA - la decisione viene presa dopo una libera discussione con un voto a maggioranza.
Tali decisioni prendono il nome di leggi, e l'insieme dei cittadini o dei loro rappresentanti è il cosiddetto potere legislativo.
Il compito di far applicare le leggi spetta poi ad un governo (detto potere esecutivo) costituito da ministri ed impiegati dei vari ministeri scelti dai cittadini direttamente o indirettamente, i quali vengono finanziati per mezzo di una raccolta di denaro tra tutti i cittadini (dette tasse) in percentuale sul reddito di ogni cittadino o secondo altre regole sempre decise dai cittadini.
Infine la violazione di tali leggi viene punita dalla magistratura (detta potere giudiziario), costituita da esperti dell'insieme delle leggi esistenti e assunti per concorso, anche questi pagati per mezzo delle tasse.
1.1 - Che cosa è la Democrazia Rappresentativa?
La Democrazia Rappresentativa è una democrazia in cui
le decisioni vengono prese indirettamente dai cittadini,
delegandole a loro rappresentanti.
1.2 - Che cosa è la Democrazia Diretta?
La Democrazia Diretta è una democrazia in cui
le decisioni vengono prese direttamente dai cittadini,
senza intermediari.
1.3 - Che cosa è e come nasce Internetcrazia?
Internetcrazia nasce da un'idea di Andrea Menozzi, attuale presidente, e Fabio Parigi ,vicepresidente, che con altri amici hanno dato vita a questo movimento e partito. Nessuno viene da esperienze politiche precedenti ma dall'informatica, dallo sviluppo di sistemi e portali web. Quindi nonostante l'interesse e la voglia di partecipare alla politica non ci siamo mai riconosciuti pienamente in altre formazioni proprio per le modalità con cui operano più che per i valori che propongono. Noi crediamo che i valori siano fondamentali, ma patrimonio del singolo che li usa come riferimento nelle scelte e quotidiane e di vita. Molti partiti parlano di partecipazione ma non sembrano voler dare in mano al proprio elettrorato un potere decisionale determinante, come invece Internetcrazia si propone. Così negli ultimi anni quasi ognuno di noi ha votato rappresentanti che hanno preso importanti decisioni senza alcun rispetto di quella che sembrava essere la volontà popolare.
Migliaia di bandiere della pace sventolate al nulla, governi che si autosfiduciano ed avvenimenti simili stanno a dimostrare che, se la gente potesse esprimersi più frequentemente e velocemente rispetto ai sistemi arcaici del referendum, forse tanti avvenimenti sarebbero stati diversi. La storia ci insegna che decisioni importantissime, come la partecipazione alla prima guerra mondiale, furono prese per volontà di un ristrettissimo gruppo di persone che infransero la volontà della maggioranza.
Internetcrazia vuole scardinare queste eventualità.
1.4 - Perchè la Democrazia Diretta è migliore rispetto a quella Rappresentativa?
La Democrazia Rappresentativa pone il potere nelle mani di
pochi rappresentanti, facilmente controllabili da gruppi di
interesse o economici, tramutando le Democrazie spesso in
Plutocrazie.
1.5 - La Democrazia Diretta non è una utopia irrealizzabile?
Non solo è realizzabilissima, ma è stata già sperimentata in diverse parti del mondo con successo, come la Svizzera o l'America Latina.
Leggiti ad esempio questo rapporto sull'esperienza di Democrazia
Diretta a Porto Alegre:
http://www.internetcrazia.com/ic/images/stories/articoli/delegando.pdf
Un successo straordinario senza usare neanche internet o i cellulari, che oggi semplificherebbero la cosa in modo immenso.
1.6 - In Democrazia Diretta non sorgerebbe il problema della dittatura della maggioranza?
La dittatura della maggioranza è un difetto intrinseco
e storico della Democrazia in genere, quindi anche della
attuale democrazia rappresentativa.
Una maggioranza può ritenere che una minoranza
(Es. gli ebrei) debbano essere eliminati,
ed elegge a maggioranza dei suoi rappresentanti
(Es. Hitler e i nazisti) per portare a termine
tale programma di governo.
Che siano direttamente i cittadini o i loro
portavoce a creare il fenomeno della
Dittatura della Maggioranza non fa alcuna
differenza.
1.7 - Non è forse vero che la sommatoria delle volontà dei singoli non porta di per se alla soluzione migliore per l'intera società?
E' vero. Infatti la Democrazia è già di per se un compromesso in tal senso.
L'ideale sarebbe la tirannia di un re filosofo totalmente altruista,
come scriveva Platone, ma questa visione si è dimostrata purtroppo irrealistica. Il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente.
Ecco perchè bisogna rinunciare a due ideali,
che si rivelano utopici:
1) ottenere il miglior bene possibile
2) che questo bene sia per tutti
La Democrazia rappresenta il miglior compromesso in
tal senso. Infatti:
a ) ottiene risultati mediamente buoni (ma mai il massimo) proporzionali al livello culturale del paese
b ) questi risultati sono buoni solo per la maggioranza
La Democrazia Rappresentativa invece non riesce ad ottenere
neanche questo compromesso. Infatti:
a ) ottiene risultati mediamente buoni
b ) ma questi risultati sono buoni solo per gli interessi personali dei politici e delle Lobby o gruppi economici che li finanziano
Lenin scriveva che "la democrazia è il migliore involucro della dittatura del capitale", e aveva ragione. Proprio perchè la Democrazia Rappresentativa presta il fianco ad una facile manipolazione: controlla un singolo deputato e controllerai il voto di milioni di persone. La Democrazia Diretta risolve il problema sollevato la Lenin, poichè eliminando tale concentrazione di potere, rende svantaggioso in termini di ROI la manipolazione propagandistica o anche la corruzione diretta di milioni di persone ripetuta per ogni legge.
1.8 - Ma come possono le persone votare sui problemi della politica nazionale, se nelle sue innumerevoli sfaccettature questa trascende la possibile cognizione, preparazione e tempo a disposizione di ogni singola persona?
Distinguiamo il problema in due aspetti:
1 - PROBLEMA DELLA COMPETENZA PER CAPIRE LA LEGGE
2 - PROBLEMA DEL TEMPO PER STUDIARE LA LEGGE
Il problema 1 è un falso problema, in quanto esisteva anche
nella democrazia rappresentativa. I Parlamentari hanno diritto
infatti anche oggi di votare sulle leggi di campi a loro
sconosciuti anche se non ne capiscono nulla. Esemplare il
caso di leggi sull'informatica, sulla sanità, etc. votati da
parlamentari laureati in lettere o peggio senza alcuna laurea.
Questo è stato sempre risolto facendo capo ad un ESPERTO,
che nel modello di Internetcrazia è stato chiamato "Opinion Leader".
In pratica i cittadini possono, a loro scelta, decidere di votare
accodandosi al voto di ad esempio Rubbia sull'energia rinnovabile.
Il problema 2 è effettivamente una differenza sostanziale, in
quanto i parlamentari hanno un lavoro a tempo pieno (in teoria) per
studiare la legge mentre i cittadini no. Questo problema viene
affrontato da internetcrazia come segue:
a ) I cittadini che non hanno tempo per votare, o che non
intendono votare su leggi che non toccano i loro interessi,
possono sempre affidare la decisione del voto ad un esperto
(o Opinion Leader) a loro scelta (Es. Votare come lo scienziato
Rubbia sulle leggi inerenti l'energia).
b ) Il tempo che il cittadino utilizza per interessarsi alla
politica e al governo del proprio paese DEVE in effetti
AUMENTARE. Il modello della Democrazia Diretta infatti
prevede espressamente il maggiore coinvolgimento dei
cittadini nel governo del paese, poichè è di fatto impossibile
che un sistema paese funzioni se i suoi cittadini non si
occupano in prima persona dei problemi.
Anzi, si può dire che il problema fondamentale della
Democrazia Rappresentativa era proprio che incentivava
l'astensionismo e l'indifferenza verso la politica.
La Democrazia Diretta invece, proprio perchè chi non
vota ha sempre torto ed è direttamente responsabile
delle sue scelte, incentiverà di nuovo una partecipazione
in stile Ateniese della popolazione.
1.9 - I Cittadini sarebbero obbligati per legge a votare?
No, avrebbero altre due scelte: scegliere un Opinion Leader o astenersi.
1.10 - Come sarebbe possibile realizzare tale rivoluzione?
In modo democratico, senza violenza. Verrebbe semplicemente
candidato alle elezioni un partito trasparente, che farebbe
da "Cavallo di Troia". Questo una volta eletto, voterebbe
in parlamento le leggi secondo i voti espressi dai cittadini
iscritti sul sito internet del partito.
1.11 - Ma se si parla di delegare qualcuno in parlamento non sarebbe una democrazia rappresentativa?
No. I delegati in parlamento sarebbero solo dei portavoce trasparenti,
non prenderebbero loro le decisioni. Ma voterebbero all'unanimità il voto espresso dalla maggioranza dei cittadini via internet o cellulare. Il voto sarebbe pubblico (ma non chi ha votato), e il database sarebbe leggibile da tutti. In pratica, tutti potrebbero contare i voti e controllare che i
rappresentanti in parlamento votino in accordo.
Ovviamente questo non sarebbe più necessario una volta che la Democrazia Diretta venisse accettata da tutti i partiti. In tal caso, sarebbe possibile in linea teorica abolire del tutto il parlamento fisico e sostituirlo con il parlamento online di tutti i cittadini.
1.12 - Ma gli anziani e gli invalidi non sarebbero impossibilitati a votare?
Non più di quanto non lo siano oggi. Anzi, gli invalidi e gli anziani, che non possono fisicamente andare a votare nel seggi, troverebbero nel voto via internet da casa un enorme sollievo. Inoltre la diffusione dei cellulari è tale che
un vicino di casa può prestare il cellulare ad una vecchia nonna per consentirle di esprimere il suo voto. Sarebbe il sistema più accessibile della storia della Democrazia. In pratica, ovunque tu sia, anche in cima al monte o sperduto su una
barca in mare, potresti votare comodamente. Si avrebbero livelli di
di partecipazione mai raggiunti prima anche nei week-end.
1.13 - Ma non basterebbe una maggiore Accountability tra i delegati e i deleganti, mantenendo la democrazia rappresentativa?
No. Tale strada è già stata battuta senza successo.
Negli stati uniti ci sono molti siti internet che riportano i voti
dei rappresentanti al Congresso su tutte le leggi che si discutono.
Ad esempio quello del Washington Post:
http://projects.washingtonpost.com/congress/
Ciononostante questo non ha diminuito affatto il livello di
corruzione e di lobbying, che anzi hanno aperto siti apposta
per controllare a loro volta l'operato dei congressman e
togliergli i finanziamenti se da tale monitoraggio risultasse
un diminuito supporto ai loro interessi.
Vedi http://www.vote-smart.org/issue_rating_category.php?can_id=H0101103&type=category&category=Business% 20and%20Consumers
La ragione è sempre la stessa: i rappresentanti vivono con gli
assegni pagati loro dalle varie Lobby, e questo sia che il
finanziamento ai partiti sia legale nel paese in questione o
no. In sostanza, l'unico modo per cambiare il sistema è
eliminare i rappresentanti politici. Questo era impossibile fino
ad ora, ma grazie ad internet è possibile superare questo limite
e operare una vera, completa, Democrazia.
1.14 - Ma se si interpellano ogni giorno i cittadini per qualsiasi legge proposta, dopo dieci votazioni la gente non si stancherebbe ed eleggerebbe (implicitamente) come suo rappresentante qualcun altro?
Si, ma in compenso il sistema Rappresentativo non fa votare MAI.
Si delega tutto il potere ad un rappresentante.
Invece l'equilibrio sta nel mezzo: una legge su due tocca in media i miei
interessi? Allora parteciperò al voto di quelle leggi, mentre delegherò o
addirittura mi asterrò per le altre. Questo significa portare la partecipazione
ad un livello di equilibrio, e nel contempo risolvere il sistema delle Lobby.
Due piccioni con una fava.
1.15 - Ma se i rappresentanti di Internetcrazia avrebbero un mandato imperativo, cioè fossero costretti a votare solo le decisioni prese dai deleganti, come potrebbero mettersi d'accordo con gli altri politici?
Sarebbero i cittadini a mettersi d'accordo. Sono loro i parlamentari nel sistema di democrazia diretta. La Democrazia Diretta estende virtualmente, per mezzo del partito Internetcrazia, il parlamento a tutti i cittadini.
Se si considera lodevole che i parlamentari si mettano d'accordo tra
loro per un compromesso, si sta implicitamente considerando lodevole
che i cittadini si mettano d'accordo tra loro e con gli altri politici, poichè i cittadini in democrazia diretta SONO ESSI STESSI I PARLAMENTARI.
1.16 - Le lobbies imperniano tutta la società, dal momento che ognuno di noi può dirsi appartenente ad una (o molteplici) lobbies di potere. Come è possibile eliminarle?
Ma chi ha detto di volerle o poterle eliminare? Quello che la Democrazia
Diretta potrà fare sarà PRIVARLE DEL LORO STRUMENTO DI CONTROLLO
per eccellenza, ovvero il finanziamento (legale o meno) dei rappresentanti politici.
I politici fanno prima delle elezioni il giro di tutte le regioni e i comuni
per raccogliere assegni, non consensi. Ormai lo ammettono pubblicamente.
Il sistema funziona puramente in modo Plutocratico. Il capitale controlla
la politica. Questo strumento, che come aveva capito Lenin è la stessa Democrazia
Rappresentativa a mettere a disposizione del capitale, è quello che deve
essere eliminato perchè mette in ginocchio l'economia dei paesi, specie quelli
come l'Italia dove il prelievo fiscale è alto e non viene utilizzato come
dovrebbe. In USA perlomeno il prelievo fiscale è minore, e quindi meno
soldi vengono rubati ai cittadini e dirottati nelle tasche dei grossi gruppi
industriali o bancari.
1.17 - Ma come funzionerebbe in pratica?
Ecco un esempio di una giornata normale di Democrazia Diretta:
1) Io cittadino leggo sul giornale che oggi si vota per le pensioni
2) Accendo il cellulare e mando un SMS con su scritto
il mio voto e la mia password.
3) Il partito riceve i voti. Diciamo 2 milioni di SI e 1 milione di NO
4) Il partito è quindi obbligato (poichè i dati sono su un server
pubblico e visibile da tutti) a votare in parlamento SI
all'unanimità. Se ha 10 deputati, tutti e 10 votano SI.
5) Gli altri partiti non diretti, se ci sono ancora, votano come gli pare.
6) Il risultato del voto diventa legge.
1.18 - Ma non sarebbe una tecnocrazia visto che eleggiamo in parlamento dei tecnici?
No, i rappresentanti di internetcrazia sarebbero solamente degli intermediari, non prenderebbero alcuna decisione. Sono "tecnici" ma non in senso politico, ma in senso di "tecnici informatici". Il loro lavoro sarebbe infatti solo quello di andare la mattina nella sede del partito, leggere dal server il risultato della votazione avvenuta tramite internet o cellulare, stamparla su una cartella le
cui copie saranno archiviate, e portare tale cartella in parlamento. Se la votazione comprende anche voti sui singoli articoli, i membri del partito avranno in mano fogli che indicheranno la volontà espressa dai cittadini per ogni
voce, e voteranno all'unanimità di conseguenza.
1.19 - Il peggior problema della Democrazia è, come hanno sperimentato i Greci e successivamente i Romani, la demagogia. Non si rischierebbe la stessa cosa in Democrazia Diretta?
Si, ma sarebbe di minore entità rispetto alla demagogia presente nella Democrazia Rappresentativa. Infatti mentre in quest'ultima devi solo convincere la gente che "il partito X è fatto da brave persone", e ti può costare diciamo 10 milioni di euro, ma poi hai 5 anni di governo al tuo servizio, in Democrazia Diretta dovresti spendere la stessa cifra per ogni legge passata
in parlamento. Non solo economicamente più costoso, ma anche
più difficile, specie se la legge è palesemente CONTRO gli interessi dei cittadini.
Ad esempio nell'attuale Democrazia Rappresentativa è stato possibile far passare una legge, la Legge Urbani, che punisce con 4 anni di reclusione chi copia file musicali, nonostante fosse una legge chiaramente impopolare e a vantaggio solamente delle case discografiche.
La Legge Urbani, in Democrazia Diretta, non sarebbe mai passata.
1.20 - In Svizzera i cittadini hanno già una forma di Democrazia Diretta, con la possibilità di esprimere la loro opinione molto spesso, andando a votare circa ogni 2 settimane tramite dei referenda approvativi. Ma l'affluenza media degli elettori alle urne è solo di circa il 10-15%. Insomma: hanno un potere ma non lo esercitano. Non sarebbe lo stesso per Internetcrazia?
NO, perchè Internetcrazia fa uso di internet. E' quella la
sua forza.
Andare alle Urne costa tempo, fatica, file interminabili, posti
lontani da raggiungere in macchina. Farlo spesso diventa
uno sforzo troppo grande da chiedere alla popolazione.
Al contrario usare internet o mandare un SMS da cellulare
lo puoi fare da casa, anche quando sei in vacanza, e in un minuto.
La partecipazione salirebbe alle stelle, specie se unita al
deterrente creato dalla eliminazione del quorum.
Se anche pochi voti bastano a far passare una legge, nessuno
si può più permette di non votare. Se lo fa, peggio per lui
non è un crimine. Di sicuro però poi non può venire a
lamentarsi che il paese va male.
Nota: di recente anche gli svizzeri hanno capito l'importanza
dell'accessibilità, ed hanno approvato il voto sulle leggi via SMS.
Per ulteriori informazioni leggete qui.
1.21 - Ma se 10 cittadini votassero 10 leggi diverse, quale verrebbe approvata?
Se 10 persone (che in Democrazia Diretta potrebbero essere chiunque abbia postato un PDF sul sito Internetcrazia) facessero una "Proposta di Legge" per le pensioni, tra le 10, quella ad essere votata all'unanimità da tutti i parlamentari eletti di Internetcrazia e presenti in aula sarebbe quella più votata sul sito di Internetcrazia.
Per essere precisi la cosa funzionerebbe all'incirca così:
a ) Le 10 persone posterebbero le 10 proposte di legge
b ) voto "interno" al sito da parte dei cittadini delle 10 proposte
c ) Le proposte sarebbero messe quindi in classifica dalla più votata alla meno votata
d ) Gli autori delle proposte avrebbero modo di modificare le proposte in base alle critiche fatte nei forum, e riproporre la versione "aggiornata" della legge per vedere se guadagna una migliore posizione nel nuovo voto.
e ) questo continua finchè la legge in cima alla classifica non raggiunge il quorum legale di voti per potere essere proposta di legge in parlamento
f ) a questo punto il partito si occupa di proporre la legge nella sua versione finale in parlamento
g ) si esegue il voto parlamentare finale, in cui il voto dei parlamentari di internetcrazia rifletterà un nuovo voto espresso dai cittadini via internet o cellulare.
A questo punto la proposta se approvata dal parlamento è legge.
1.22 - Ma se io mandassi una e-mail da un ufficio postale, l'impiegato delle poste potrebbe falsificare il mio voto solo perchè la vede diversamente da me.
Se l'impiegato delle poste può falsificare il tuo voto lo potrebbe
fare anche l'impiegato delle cabine elettorali. Per questo tu non
vai a votare? Con la differenza che con Internetcrazia tu puoi
controllare il tuo voto e verificare se è stato cambiato mandando
una mail e ricevendo la risposta.
Per una descrizione più approfondita vedi la sezione sicurezza.
1.23 - Ma essendo la maggioranza dei cittadini poveri, non si rischiano di votare leggi popolari come abolire le tasse ai poveri o raddoppiarle ai ricchi? .
Anche questo potrebbe succedere in Democrazia Rappresentativa.
Ma se tutti volessero tali leggi, tutti avrebbero già votato in massa Bertinotti, cosa che non accade. Evidentemente la gente ha una visione molto più variegata delle possibili soluzioni ai suoi problemi di quanto non si pensi.
1.24 - E se un domani i tecnici eletti con questa modalità, dopo aver mandato a casa il sistema politico attuale, colti da un raptus di mania di grandezza si comportassero alla stessa stregua della classe politica attuale, cosa faremmo?
Quello che facciamo sempre con le classi politiche che non rispettano
i programmi di governo: non li rieleggeremmo alla prossime elezioni.
1.25 - Ma la politica non si gestisce con un semplice SI' o NO, essa è una realtà molto più complessa...
Ma anche oggi in parlamento si preme il bottone SI e NO.
Tutto quello che viene prima è discussione pubblica,
e si può fare senza bisogno di entrare in parlamento. Si può fare nei bar, sui giornali, nei forum su internet, dove ti pare. Questa è la vera democrazia
che voleva Pericle: la discussione della politica tra la gente vera, nelle piazze, non tra demagoghi che vogliono solo apparire belli in TV.
1.26 - Come si sceglierebbero gli Opinion Leader?
Sul sito di Internetcrazia c'è la lista di tutti i cittadini iscritti a votare. Tu puoi scegliere un cittadino a caso o perchè lo ritieni un esperto, e assegnarlo come tuo Opinion Leader. In questo modo qualunque cosa voti lui, voterai anche tu. Solo tu hai accesso a questa informazione sull'Opinion Leader scelto. Naturalmente puoi cambiarlo quando vuoi, magari anche dopo che lui ha votato.
1.27 - Come discuterebbero le leggi milioni di cittadini senza un parlamento?
I Forum di internetcrazia verrebbero creati appositamente per ogni proposta di legge. Infatti oggi non solo è possibile gestirne di così grandi (ci sono forum con oltre un milione di persone in giappone) ma è il sogno della vera Democrazia partecipativa.
I nostri nipoti si chiederanno come la nostra generazione avesse fatto
a vivere senza un simile forum, dove andare a denunciare subito i
propri problemi ed a discutere possibili soluzioni.
Saremo noi ad essere ricordati come un epoca barbara.
1.28 - Portare la discussione fuori dagli scranni parlamentari non vuol dire in realtà non poterla più controllare?
Esatto. E' prioprio questo l'obiettivo. Controllare una discussione che investe l'intera popolazione sarebbe impossibile per i poteri economici.
Ogni bar, ogni locale, ogni piazza sarebbe occasione per la gente per mettersi d'accordo di votare in questo o quell'altro modo. Sarebbe vera democrazia
partecipativa, libera, incontrollabile da quelle forze esterne che storicamente tendono a cercare di dirottare "il grande bottino", ovvero le tasse dei
cittadini, verso le proprie tasche.
1.29 - Nella fase che precede la votazione in parlamento, in cui ogni parlamentare ha diritto di intervento. Prima di votare si deve, in un sistema democratico, "ascoltare il punto di vista di tutti". Come sarebbe possibile questo con 60 milioni di cittadini parlamentari?
Nella Democrazia Diretta la discussione diventerebbe un fenomeno
pubblico. Non si discuterebbero più le questioni solo tra un manipolo
di politici, ma si leggerebbero le opinioni sulle leggi su giornali, tv, se ne parlerebbe nelle piazze, le persone che sostengono determinate idee uscirebbero di casa e parlerebbero con la gente per convincerla, si aprirebbe finalmente quel dialogo sociale che oggi viene relegato dentro le buie camere parlamentari.
Proprio per far sbocciare la vera democrazia della gente è necessario rompere le catene che trattengono la discussione democratica nell'ambito angusto della prigione parlamentare, dandole la libertà una volta per tutte.
Se cento persone in piazza si mettono d'accordo di votare contro una certa legge,
poi vanno a casa tutti e 100 e votano dal proprio cellulare SI, fine della storia. Quello che viene controllato è che il voto di quella gente arrivi fedelmente in parlamento. La discussione deve essere libera come il cielo.
1.30 - Il dibattito extraparlamentare esiste già sui giornali e sulle tv. Come mai la gente comunque non vi si fa coinvolgere più di tanto?
I cittadini si disinteressano all'attuale dibattito per la semplice ragione che non possono influenzarlo in nessun modo, sono impotenti. Per loro è solo
un blaterare privo di senso, in quanto in nessun modo sono protagonisti delle decisioni che vengono prese dietro le quinte.
Rimetti il potere nelle loro mani. Dagli la responsabilità di decidere
sulle vere questioni quotidiane dei consigli comunali ad esempio.
E vedrai rinascere un interesse enorme, spinto proprio da quell'egoismo
che oggi li porta a occuparsi dei fatti propri e a disinteressarsi delle
chiacchiere dei politici.
Facciamoci un esame di coscienza: quali strumenti abbiamo messo
a disposizione dei cittadini per influenzare le decisioni politiche?
Le elezioni sono farse (i politici non rispettano mai le promesse elettorali), e e i referendum avvengono solo su questioni così lontane dai problemi quotidiani della gente da sentirsi presi in giro.
Smettiamola di colpevolizzare i cittadini. I cittadini stanno reagendo
a 50 anni di politica di palazzo totalmente slegata dalla loro volontà.
La coscienza civile non è cresciuta perchè non gli si è mai data neanche
l'opportunità di nascere.
Apriamo le porte della Democrazia Diretta. Iniziamo a far prendere decisioni
alla gente sulle tasse, sul lavoro, sui trasporti pubblici, sulla sanità.
Allora si che vedremo se la gente si sveglia ed inizia a dire la propria,
quando finalmente toccherà con mano che le sue scelte e di quelli che
vivono con lui nei comuni delle città vengono realmente messe in atto,
cambiandogli la vita nella direzione da loro voluta.
1.31 - Il mandato agli Opinion Leader è imperativo? Se si, come possono accordarsi per giungere ai compromessi necessari alla politica?
Gli Opinion Leader non hanno alcun mandato e non siedono
in parlamento. Possono votare come vogliono, poichè
nello sceglierli diciamo al sistema "qualsiasi
cosa scegliera questo cittadino, per me va bene".
Questo permette agli opinion Leader di riunirsi in piazza
o sui forum e accordarsi benissimo giungendo a compromessi
insieme ai cittadini che invece scelgono di partecipare
in prima persona alla decisione politica.
1.32 - Non si può conferire un tale potere ai cittadini, poiché non
riuscirebbero a gestirlo in maniera adeguata per il bene di TUTTA la comunità
Non è vero. Questa posizione si ispira all'"aristocrazia" (governo dei migliori), ovvero alla visione che avevano monarchi come Luigi XVI del popolo. La rivoluzione francese è avvenuta proprio in opposizione a tali idee.
1.33 - L'Articolo 75 della Costituzione Italiana recita: "Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali." Questo significa che Internetcrazia non potrà chiedere il voto dei cittadini su queste questioni?
No, Internetcrazia non è un referendum. E' una leggittima associazione di cittadini che decidono di fondare un partito. Il fatto che questo partito abbia tra i suoi membri tutti quelli che ne fanno richiesta non lo rende certo uno strumento di referendum. Inoltre il voto espesso tramite Internetcrazia non viene trasformato in legge, ma passa attraverso il voto di un numero limitato di parlamentari che a loro volta votano in parlamento.
Inoltre la costituzione si può cambiare. Non è scritta nel cielo
o dettata da un Dio. La volontà del popolo è l'unico vero sovrano
in Democrazia.
1.34 - Ma dopo aver scelto un Opinion Leader questo nel frattempo non potrebbe aver cambiato opinione ed essere giunto ad accettare l'idea diametralmente opposta a quella di partenza, quella che io non volevo votare?
Se tu sapessi quello che vuoi votare, non delegheresti ad un Opinion Leader.
Se tu deleghi ad un Opinion Leader, significa che una delle seguenti è vera:
a ) ne sai troppo poco per decidere
b ) sei totalmente indifferente alla decisione
c ) non puoi fisicamente votare e ti fidi del giudizio dell'Opinion Leader
d ) te ne freghi della politica in genere
Esempio: supponi io e te siamo amici. Io non ci capisco molto
di un argomento oppure per una delle ragioni di cui sopra
non voterò la legge X. Tu sei molto esperto delle questioni
della legge X (o perlomeno io ti ritengo tale) e ti delego quindi
come Opinion Leader per quella legge.
Questo significa che quando si dovrà votare su quella legge
e tutti i suoi articoli, qualsiasi cosa deciderai tu, automaticamente
il sistema assegnerà a me il tuo stesso voto.
1.35 - Ma se in Democrazia Diretta io posso delegare agli Opinion Leader, dove sarebbe la differenza con la Democrazia Rappresentativa dove posso delegare ad un politico?
Le differenze sono enormi:
a ) delegare ad un Opinion Leader è opzionale, mentre oggi
delegare ad un politico è obbligatorio. Cioè si è liberi
di partecipare personalmente alla decisione politica
se lo si desidera.
b ) Il numero dei politici è limitato (spesso sempre alle stesse
facce), mentre non c'è limite al numero degli Opinion Leader.
Se non sono d'accordo con nessun politico non ho molta
scelta se non l'astensione.
c ) Delegare ai politici significa delegare nel 99% dei casi
ad un perfetto estraneo, mentre un Opinion Leader posso
sceglierlo tra persone che ho conosciuto di persona,
un concittadino con i miei stessi problemi o perfino un parente.
d ) Delegare ad un politico significa delegare anche al suo partito,
in quanto le segreterie del partito dettano a tutti gli effetti
le decisioni dei singoli parlamentari, limitandone la libertà
di voto. Delegando ad un Opinion Leader invece significa
poter scegliere anche tra individui non legati ad interessi
di partito.
e ) Delegando ad un politico si delega per un intera legislatura
(5 anni) mentre la delega ad un Opinion Leader vale solo
per una particolare legge discussa in parlamento, permettendo
al cittadino di scegliere l'Opinion Leader più adatto a giudicare
al nostro posto un dato problema (che è più ragionevole,
nonostante i molti politici che si considerano dei "tuttologi").
1.36 - Ma il sistema degli Opinion Leader non sarebbe simile a quanto avviene con le Primarie?
No, non ha nulla a che vedere con le Primarie. Le Primarie servono solo
a fare una prima scrematura per non disperdere i voti al momento
delle elezioni politiche. Alla fine quello che viene scelto è sempre
un politico e non un Opinion Leader, e quindi valgono le differenze
elencate sopra.
1.37a - Le Lobby non cercherebbero in tutti i modi di influenzare gli Opinion Leaders più importanti che inevitabilmente sorgerebbero in men che non si dica?
Le ragioni per cui influenzare gli Opinion Leader sarebbe
una strategia molto meno efficace per Lobby e poteri economici sono:
a ) il numero enorme di Opinion Leader rispetto ai pochi parlamentari
b ) il fatto che la scelta che ogni cittadino fa dell'Opinion Leader
viene mantenuta criptata e quindi non è nota
c ) il fatto che gli Opinion Leader possono essere cambiati con frequenza
al punto da costringere le Lobby a investire soldi e fatica su un
soggetto che il giorno dopo potrebbe non avere più alcuna influenza
d ) il fatto che mentre influenzando i politici si ottiene il controllo,
l'influenza degli Opinion Leader sarebbe sempre parziale, rimanendo
infatti una enorme fetta di popolazione che decide autonomamente
ad ogni legge.
1.37b - Il voto dell'opinion leader è segreto come tutti gli altri? E se si, come posso controllare che sia coerente con determinate idee?
Si, il voto dell'opinion leader è segreto come quello di tutti i cittadini.
Non è necessario controllare che un Opinion Leader sia stato coerente con determinate idee, perchè se tu avessi idea di cosa si deve votare in accordo con una certa idea, la voteresti tu stesso.
Infatti i delegati in democrazia diretta sono diversi dai rappresentanti della Democrazia Rappresentativa. Non si delega più a loro per sostituirci o rappresentare il nostro pensiero, ma si delega a loro QUANDO NON CI SI RITIENE ABBASTANZA ESPERTI PER DECIDERE SU UNA QUESTIONE (o non si ha tempo per studiarla a fondo e quindi diventarne esperti).
Di conseguenza nell'atto di delegare E' IMPLICITA L'AMMISSIONE CHE NOI NON SAPREMMO MAI GIUDICARE IL VOTO DEL DELEGATO, ed è quindi più che ragionevole lasciarlo segreto, perché così se ne garantisce l'indipendenza dalle influenze di Lobbies e poteri forti.
1.38 - Ma se la maggioranza si ritenesse troppo occupata e delegasse, verrebbe questo considerato un fallimento di Internetcrazia?
No, perchè affinchè il sistema funzioni è sufficiente ampliare le poche centinaia di parlamentari a qualche milione, ed ecco che già si ha un sistema più democratico e un migliore "campione" della volontà popolare.
1.39 - La Democrazia Diretta è prevista anche per i Consigli Comunali e Provinciali e Regionali, visto che questi sono eletti dai cittadini?
Si, se eletti nei consigli comunali, provinciali o regionali i rappresentanti di Internetcrazia riporterebbero anche nei comuni e nelle regioni il voto dei cittadini in modo trasparente. Verrebbe aperto un sito internet di Democrazia Diretta per ogni Comune o Regione in cui i rappresentanti di Internetcrazia venissero eletti.
Allo stato attuale stiamo aspettando volontari per candidarsi alle prossime elezioni. Qui potete trovare informazioni sulle elezioni:
Normativa vigente su come ci si candida
elezioni.interno.it
Links utili
1.40 - La Democrazia Diretta renderebbe obsoleti gli altri due poteri dello stato, l'Esecutivo e il Giudiziario?
No, gli altri due poteri sono stati pensati per l'efficienza, e non possono essere soggetti a complesse e lunghe votazioni come il potere Legislativo.
La differenza nella Democrazia Diretta consisterebbe nel fatto che il parlamento che elegge i ministri sarebbe esteso all'intera popolazione, quindi la scelta non sarebbe clientelare per questo o quel favore politico.
Al di la di questo, non è possibile andare, poichè si dovrebbe sacrificare l'efficienza dell'Esecutivo e del Giudiziario.
1.41 - In parlamento si vota ogni giorno non solo sull'approvazione finale delle leggi ma anche sui singoli articoli. Come sarebbe possibile per i cittadini decidere su questi?
In parlamento non si vota sui singoli articoli, ma su
"emendamenti". Gli emendamenti sono proposte di
eliminare o modificare alcuni articoli della legge.
Al cittadino che vota con internetcrazia, sono
possibili tre scelte:
A )Votare solo la legge, in tal caso significa
che accetta (o respinge) la legge così com'è.
In questo caso ci si asterrà automaticamente
sui voti agli emendamenti.
Ovvero vi saranno due voti possibili:
SI - si asterrà su ogni emendamento
e approverà la legge finale
NO - si asterrà su ogni emendamento
e respingerà la legge finale
B )Approvare la legge solo a condizione che certi
specificati emendamenti siano approvati
o respinti.
In questo caso si voterà sui singoli
emendamenti:
Es. LEGGE n. 292
emendamento 191 - SI
emendamento 202 - SI
emendamento 202 - NO
emendamento 202 - NO
Su tutti gli emendamenti non specificati
ci si ASTERRA'.
E avverranno due casi:
1) Gli emendamenti specificati
sono stati approvati o respinti
in accordo con il nostro voto.
In tal caso la legge verrà
votata SI automaticamente.
2) Non tutti gli emendamenti
specificati sono stati approvati o
respinti in accordo con
il nostro voto.
In tal caso la legge verrà
votata NO automaticamente.
C )Votare la legge in ogni caso, specificando
comunque un voto per alcuni emendamenti.
In tal caso si richiederanno due voti:
il primo un SI o un NO alla legge finale.
Il secondo la lista dei voti agli emendamenti
che si desidera votare e il voto come nel caso B.
Questo è un esempio delle votazioni che possono avvenire in
un giorno in parlamento:
votazioni
Il cittadino Mario ad esempio può decidere che di votare
nel modo C perchè ha avuto tempo di studiare gli emendamenti
sul sito di Internetcrazia, oppure di votare nel modo A
perchè non li conosce ma approva la linea generale della
legge.
Il cittadino Carlo invece ritiene che la legge sia valida
solo se verrà approvato (o respinto) un certo emendamento X.
Di conseguenza sceglierà di votare la legge nel modo B.
1.42 - Ma il numero degli emendamenti da votare potrebbe essere anche un centinaio, questo significa che si dovranno inviare 100 SMS?
No, se si vota con la modalità B o C, sarà possibile
aggregare tutti gli emendamenti e i rispettivi voti
in un solo SMS o in due o tre se si supera il limite
dei 640 caratteri. Un esempio di SMS è questo:
L2921112-SI
E191-SI
E202-SI
E203-NO
E204-NO
E192-SI
E212-SI
E213-NO
E214-NO
E198-SI
E122-SI
E203-NO
E204-NO
E321-SI
E222-SI
E223-NO
E224-NO
9999999-999999-999999-999999-999999
Dove la prima cifra rappresenta la legge da votare,
seguita dal voto, i codici E che seguono gli
emendamenti e la cifra finale la password di
identificazione del cittadino.
E' possibile spezzare l'SMS suddetto in due o
più SMS, così:
Primo SMS:
L2921112-SI
E191-SI
E202-SI
E203-NO
E204-NO
E192-SI
E212-SI
E213-NO
E214-NO
9999999-999999-999999-999999-999999
Secondo SMS:
L2921112-SI
E198-SI
E122-SI
E203-NO
E204-NO
E321-SI
E222-SI
E223-NO
E224-NO
9999999-999999-999999-999999-999999
1.43 - Cosa accade se si inviano successivi SMS con decisioni contrastanti?
Vale la regola che l'ultima decisione è quella buona.
Ad esempio se nel primo SMS si indicava:
L2921112-SI e nel secondo L2921112-NO, il voto
espresso per la legge 2921112 sarà l'ultimo cioè NO.
Lo stesso vale per gli emendamenti.
1.44 - In parlamento vengono approvati anche documenti e decreti legge, anche su questi si potrebbe votare?
Si, per ogni tipo di votazione c'è un codice
che precede il numero di identificazione.
L legge (Es. L182182-SI)
D documento (Es. D182182-SI)
C decreto legge (Es. C182182-SI)
E emendamento (Es. E182-SI)
etc.
1.45 - Ma visto che la maggioranza dei cittadini non ha accesso ad internet, e vota via cellulare, questo non comporterà che in pochi potranno utilizzare i metodi B e C visto che non avranno modo di conoscere i singoli emendamenti tramite il sito di Internetcrazia?
Si, se non si dispone di accesso ad internet e si vota
solo via posta o cellulare, la sola modalità di voto prevista
è la A, ovvero si votano solamente le leggi finali.
Questa decisione è comunque temporanea, poichè
Internetcrazia sta valutando la pubblicazione
di un gazzettino quotidiano di informazione
acquistabile dal giornalaio.
1.46 - E il pericolo franchi tiratori in caso di voto segreto in parlamento?
Es.: sul portale i cittadini hanno votato a maggioranza per X ma al vostro rappresentante piace di più y e vota Y. Come si controlla?
Il voto in parlamento è pubblico nel 99% dei casi. Le poche volte in cui il voto sarà segreto, abbiamo pensato ad una semplice "prolunga" che rende visibile a tutti il bottone che preme il rappresentante di internetcrazia.
1.47 - Perché Internetcrazia è un partito senza un programma elettorale?
Per la natura stessa della Democrazia Diretta. Internetcrazia non può avere programmi elettorali, poiché a proporre e decidere le leggi devono essere i cittadini, non i deputati e i senatori di Internetcrazia.
Per la stessa ragione non è possibile fare alleanze o coalizioni, in quanto richiederebbero la sottoscrizione di programmi comuni. E Internetcrazia non sa cosa voteranno gli italiani fino a pochi istanti dopo la chiusura delle votazioni online eseguite via internet o cellulare.
Il programma di Internetcrazia si può quindi riassumere quindi in un solo modo: realizzare la Democrazia Diretta in italia, fornendo sia gli strumenti tecnici (con il software di voto sicuro e i forum per le proposte di legge) sia l'impegno a diffondere ed educare i cittadini ad una maggiore partecipazione responsabile nella vita politica del nostro paese.
1.48 - Solo chi vota Internetcrazia può votare attraverso il sito? Nel caso contrario potrei votare un partito convenzionale alle elezioni e utilizzare inoltre i parlamentari IC, una sorta di "doppia rappresentanza" che falsa le regole democratiche?
No, Internetcrazia permette a CHIUNQUE ABBIA DIRITTO AL VOTO di votare tramite il suo portale.
Il problema della doppia rappresentanza è un falso problema per due ragioni:
1) gli altri partiti NON CI RAPPRESENTANO AFFATTO, quindi l'unica rappresentanza che conviene sostenere ad un cittadino è quella di Internetcrazia, e quindi gli conviene votare Internetcrazia.
2) Ma se per miracolo gli altri partiti ci rappresentassero, bè, MAGARI. Sarebbe una fortuna, avremmo una democrazia dove i cittadini sono due volte rappresentati: la prima nella fetta dei parlamentari normali, la seconda volta nella fetta degli internetcratici (è matematicamente identico, a prescindere dal numero dei rappresentanti internetcratici).
Un osservatore matematico acuto potrebbe osservare che chi non vota Internetcrazia è avvantaggiato perchè ha di fatto DUE voti, mentre chi vota Internetcrazia ne ha UNO solo. E' vero, ma è anche vero che se nessuno vota internetcrazia, il suo secondo voto non vale molto in termini di rappresentanti in parlamento. E questo bilancia un poco le cose (per quanto non completamente).
1.49 - Ma se tutti possono votare tramite il portale, un corruttore non potrebbe pagare dei cittadini per votare tramite Internetcrazia le leggi che vuole lui?
Si, ma questo potrebbe accadere (ed accade) anche in democrazia rappresentativa. I voti clientelari, dati in cambio di favori o di soldi in molte circoscrizioni, sono purtroppo una norma nelle elezioni politiche.
La differenza è che ANCHE i corrotti stavolta potrebbero RADDOPPIARE il loro potere di voto. Ma, come detto sopra, anche il potere di voto dei NON CORROTTI è raddoppiato grazie ad Internetcrazia, e quindi i due sistemi si equivalgono per corruttibilità. Ovvero la Democrazia Diretta non è più corruttibile a livello di singolo cittadino della Democrazia Rappresentativa, ma in più è totalmente immune dalla corruzione ad alto livello perchè non ha più il potere accentrato nelle mani di onnipotenti rappresentanti parlamentari.
1.50 - Come verrebbero scelti i ministri in una Democrazia Diretta?
I ministri in una Democrazia Diretta vengono scelti direttamente dai cittadini tramite primarie, che il partito di internetcrazia svolgerà online o cellulare tramite il suo sistema di voto sicuro ed open source.
Chiunque potrà candidarsi, ma ad essere votati saranno finalmente solamente i cittadini ritenuti dal popolo davvero competenti per quel ruolo, e non come avviene oggi quelli più bravi ad eseguire ricatti di vario genere (del tipo: "minaccio l'appoggio esterno", "esco dalla coalizione se non mi date questo ministero" o "non voto la fiducia alla legge x").
Fino a quando il partito di Internetcrazia non avrà raggiunto la maggioranza parlamentare, internetcrazia potrà solamente "proporre" al parlamento i ministri.
Infatti i nomi proposti da internetcrazia tramite le primarie online saranno comunque rimessi nelle mani del Premier, poiché secondo la legge ha il diritto di decidere senza vincoli.
Solo quando il partito di Internetcrazia avrà con gli anni guadagnato almeno il 50%+1 dei voti, e quindi il premier sarà espressione diretta del partito, si avrà la certezza di avere al governo ministri scelti democraticamente e non secondo inciuci di partito.
1.51 - Vista l'ignoranza e la plagiabilità dell'italiano medio, non sarebbe un pericolo dargli in mano il potere legislativo?
Se l'italiano è plagiabile allora cosa facciamo, diamo il potere direttamente nelle mani dei plagiatori (i politici)?
Con la Democrazia Rappresentativa si regala direttamente il potere a chi ha interesse a plagiare. Con la Democrazia Diretta, invece, c'è almeno la possibilità dei cittadini di decidere con la propria testa quali leggi siano giuste e quali no.
Non bisogna dimenticare il difetto fondamentale delle Democrazie Rappresentative: per vincere le elezioni servono campagne elettorali costose, e quindi solo i partiti con i finanziamenti maggiori da parte dei gruppi finanziari riescono ad ottenere la maggioranza. Chi crede che questi gruppi dopo aver donato decine di milioni di euro non vogliano nulla in cambio è semplicemente un ingenuo. Questo significa che, come la storia ha dimostrato, gli interessi dei gruppi finanziari saranno sempre assecondati a discapito degli interessi dei cittadini.
Mentre anche nella peggiore delle ipotesi di propaganda e plagio, i cittadini colpiti da un ingiustizia sulla loro pelle non potranno che votare per porvi fine. La Democrazia Diretta permette in sostanza alla società di sviluppare un suo vero e proprio sistema immunitario.
CAPITOLO 2 - La sicurezza del sistema di voto
2.0 - Come verrà garantita la sicurezza del voto dal sistema di Internetcrazia?
La sicurezza del sistema di voto
sarà garantita da i "4 PILASTRI DELLA INTERNETCRAZIA"
A ) FORMATO APERTO
B ) VERIFICABILITA' A POSTERIORI
C ) VERIFICA DEI VOTANTI
D ) LIBERTA' DI MIRROR
A) FORMATO APERTO - tutti possono controllare che il database
non sia "interpretato in modo parziale",
in quanto il conteggio dei voti è fattibile
da chiunque si scarichi il file DB
e legga i voti che sono "in chiaro" con
un programma scritto da lui e indipendente.
B ) VERIFICABILITA' A POSTERIORI - solo il cittadino
che ha votato può controllare se il suo voto è stato
cambiato e immediatamente denunciare la cosa.
C) VERIFICA DEI VOTANTI - sia possibile controllare che non vi siano
voti di votanti "fasulli" confrontando
i record del database dei voti con il
database degli aventi diritto al voto.
Anche questo database dovrà essere
Open in modo parziale (poichè dovrà
contenere gli alias che come chiave
pubblica permetteranno di controllare
se tale nome ha votato nel database dei voti).
D) LIBERTA' DI MIRROR - Il voto quando viene espresso
può essere indirizzato a più mirror di "backup"
del database, che i cittadini (dato un
quorum di firme) possono liberamente
aprire su internet, per il pubblico scrutinio.
Non sarebbe altro che una copia del file
di database Open suddetto, quindi avente
le proprietà A, B, e C.
L'obiettivo del sistema via internet è di superare in sicurezza il sistema
delle schede cartacee che includono un tasso di errore/incertezza/broglio del 5%.
Un sistema a crittografia asimmetrica permetterà
di garantire verificabilità ed anonimato simultaneamente.
2.1 - Come verrebbe realizzata l'identificazione del cittadino ad ogni voto?
Con una serie di 5 password uniche per ogni cittadino:
a ) Password per votare via internet
b ) Password per votare via SMS
c ) Password speciale per verificare il voto
d ) Password speciale per annullare il voto
e ) Password di conferma (che non si invia,
ma si riceve e si verifica essere corretta)
2.2 - Come verrebbe realizzata l'identificazione del cittadino ad ogni rilascio delle password?
Allo stato attuale stiamo ancora in fase di pianificazione
riguardo questa procedura.
L'attuale progetto è quello di fare uso della CIE (Carta di
Identità Elettronica) che dovrebbe essere disponibile per
legge in Italia da Gennaio 2006.
Per ulteriori dettagli leggete qui.
2.3 - Come si può essere sicuri che qualcuno non intercetti gli SMS o le comunicazioni via internet e cambi il voto senza che ce ne accorgiamo?
E' previsto un servizio di verifica via SMS,
internet o email che permette di verificare
che il proprio voto non sia stato cambiato.
Inoltre è previsto un servizio per annullare
esplicitamente il voto in caso si scopra
che è stato cambiato, ed eventualmente ripeterlo.
Nel dettaglio:
a) ad ogni invio di SMS con un voto si
riceve un messaggio di conferma
firmato con una password di verifica
che possiamo controllare per assicurarci
che il mittente sia realmente Internetcrazia.
b) I 3 servizi avranno 3 indirizzi e-mail
differenti per gli SMS:
- indirizzo email per votare
- indirizzo email per verificare il voto
- indirizzo email per annullare il voto
c) Ognuno dei servizi richiederà una password diversa
2.4 - Come si può evitare che qualche malintenzionato rubi le password di cittadini ignari e le usi per votare via SMS al loro posto?
Vi è un ulteriore controllo incrociato
sul numero di cellulare da
cui la email è stata inviata.
Il mittente nelle email via cellulare
risulta essere sempre del tipo
numerocell@provider.it (Es. 333-8282828@tim.it)
e l'utente per fortuna non può modificarlo.
Si può utilizzare questo numero per
limitare l'accettazione dei voti ai
soli cellulari abilitati al voto
e che sono registrati ai leggittimi
cittadini.
All'atto della iscrizione ad internetcrazia
è necessario fornire anche il numero del
cellulare da cui si intende votare (sia
quello proprio che quello dello zio, etc.)
Ovviamente per cambiare numero di cellulare
si richiede lo stesso livello di certificazione
richiesto per cambiare password.
2.5 - Ma se un hacker all'interno delle stesse compagnie telefoniche decidesse di modificare gli SMS?
Rimarrebbe comunque il secondo pilastro di
internetcrazia, ovvero il fatto che l'utente
può sempre controllare che il suo voto
non sia stato modificato.
Se il voto di un cittadino venisse modificato
questi se ne accorgerebbe come si accorgerebbe
se la sua macchina davanti casa venisse sostituita
con un carretto.
Questo non era possibile con il voto cartaceo
nelle cabine, dove non si aveva alcun modo
di monitorare il percorso del voto una volta
espresso.
2.6 - In che modo si potrà votare via Cellulare?
Per realizzare un partito di Democrazia
Diretta è essenziale estendere la possibilità
di voto diretto e quotidiano sulle leggi
discusse in parlamento anche a chi non
ha internet. Internetcrazia dovrà per forza
di cose contare anche su uno strumento di
partecipazione democratica che
in italia risulta praticamente onnipresente,
ovvero il Cellulare.
Tutti gli operatori italiani infatti
supportano l'invio di email via SMS,
ed è semplicissimo:
VODAFONE
Numero a cui inviare: 888
Messaggio: email@indirizzo.it (oggetto) messaggio
TIM
Numero a cui inviare: 9696
Messaggio: EMAIL email@indirizzo.it messaggio
WIND/LIBERO
Numero a cui inviare: 45154
Messaggio: email@indirizzo.it messaggio
TRE
Supporta direttamente l'invio di e-mail
senza passare attraverso gli SMS.
Per ulteriori informazioni:
www.tre.it
2.7 - Vi sono altre esperienze al mondo di voto via SMS?
Si. In Svizzera ad esempio i cittadini vengono chiamati a votare
sui frequenti referendum anche via cellulare per mezzo dei messaggi
SMS.
Per ulteriori informazioni leggete qui.
2.8 - Vi sono altre esperienze al mondo di voto via internet?
Si. In Estonia ad esempio il voto via internet è già una realtà.
2001 - Parlamento esteso a tutti i cittadini
2005 - Voto ed elezioni via internet
- FAQ work in progress - 
Modificato da: Immanuel, Modificato alle 2006/06/09 09:21
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