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Riforma energetica - 2005/07/08 16:43
Vogliamo inserire nel programma una scaletta certa
per il rinnovo del piano energetico e la dismissione
dei derivati del petrolio.
Sicuramente si vorrebbe fissare una data (es. 2015)
come ultimo termine e poi dare una serie di direttive
per la conversione di tutto il sistema.
Cosa ne pensate e cosa proponete?
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clay
Utente
 Neo Internetcratico| Posts: 1 |   | |
Re:Riforma energetica - 2005/07/08 17:26
Effettivamente facciamolo noi di internetcrazia un programma energetico pulito.....ci sono tante persone li fuori,che aspettano di mettere la loro cultura a sevizio dell'ambiente e dell'uomo,non credo che nel mondo ci sinao soltanto scienziati cattivi e sudditi dei governi e multinazionali,credo che ci siano anche tanti scienziati pronti a mettere il loro ingegno per la terra.scoviamo chi sono e facciamoli scrivere qui
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odino
Visitatore |
Re:Riforma energetica - 2005/07/22 05:25
lotta armata ,alle multinazionali ....
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odino
Visitatore |
Re:Riforma energetica - 2005/07/22 05:43
odino scritto:
lotta armata ,alle multinazionali .... poi fissarne un altra di data quella in cui mettiamo a tacere i cravattari di Roma e ci riprendiamo in mano il nostro Amato Paese..
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Andy
Utente
 Expert Internetcratico| Posts: 26 |   | |
Focalizziamo il problema - 2005/08/03 03:45
prima di lanciarci in guerre al petrolio, al nucleare ed alle multinazionali, vale la pena fare mente locale su ciò di cui vogliamo parlare.
Le considerazioni arriveranno in ordine sparso, ma sono comunque punti per iniziare ad approfondire.
1) de il riscaldamento della terra.
Se consumiamo energia, produciamo calore; per evitare il riscaldamento terrestre possiamo cercare di consumare meno; se vogliamo continuare ad avere le nostre comodità, dobbiamo puntare sull'efficienza (ottimizzazione), per ottenere gli stessi vantaggi consumando meno.
I computer ed i telefonini sono un chiaro esempio.
2) del riciclaggio dei rifiuti.
Una notevole parte di energia viene impiegata per produrre nuovi prodotti, perchè noi abbiamo buttato i vecchi; questo vale per la carta, la plastica, il vetro, etc.
Siano esempio i tetrapack, i rasoi usa-e-getta, i piatti di plastica, i fazzoletti di carta, e cosí via.
Da qualche anno ci ingegnamo per riciclare i rifiuti: questo significa che recuperando le materie prime riusciamo a realizzare in generale materiali simili, ma di qualità inferiore a quelli originali (la carta riciclata è peggiore di quella non riciclata, la plastica delle bottiglie viene utilizzata per fare pannelli, pareti, etc., ma non bottiglie, e così via.
Si salvano il vetro, il ferro, e l'alluminio, credo.
Su cosa occorre puntare? Sul riutilizzo.
Quanti di voi si ricordano della cara vecchia bottiglia del latte?
Dopo averne bevuto il contenuto, si riutilizzava la bottiglia per contenere altro latte: non la si fondeva, per fare una nuova bottiglia identica all'originale (avete idea di quanta energia occorra per raccogliere, fondere, rimodellare e reintrodurre nella catena commerciale una semplice bottiglia di vetro?)
Sul riutilizzo un illustre esempio ci arriva da quanto viene fatto per le cartucce delle stampanti: vengono ritirate nei supermercati, viene riconosciuto anche un incentivo (mi pare di 1 Euro), e la cartuccia viene semplicemente pulita e ri-riempita.
Non possiamo fare altrettanto con le bottiglie, con i contenitori per la carne (pensate a quanto polistirolo e cellophane compriamo e buttiamo!), con le pile, e così via.
Per promuovere il riutilizzo occorrono sostanzialmente due cose:
- un cambiamento culturale: dobbiamo smetterla di essere consumisti (fazzoletti di carta e rasoi usa e getta, per intenderci)
- investimenti per promuovere il riutilizzo dei materiali (vedi le cartucce delle stampanti)
- grandi investimenti per realizzare tecnologia che sia in grado di separare la maggior quantità possibile di materiali dalla raccolta indifferenziata
3) produzione locale dell'energia
Sono tanti anni che si parla di produrre energia a livello locale (pannelli solari, etc.); di fatto costano ancora tantissimo, ma soprattutto al governo non interessa realmente che noi li adottiamo (pensate alle tasse sul petrolio: per ogni litro di combustibile lo stato si porta a casa circa il 70% in tasse!!!)
Se davvero ci crediamo, compriamoli questi pannelli.
Ovviamente occorre anche investire nella ricerca per realizzare pannelli più efficienti e con un rendimento maggiore.
4) politica ambientale
È ora di finirla con le contestazioni sull'inquinamento:
- le discariche non si possono fare da nessuna parte (ma i rifiuti che produciamo dove li mettiamo? ce li teniamo in tasca?)
- i generatori eolici in Sardegna non si possono mettere perchè rovinano il paesaggio
- il nucleare poi, no! Guai! e allora le centrali nucleare sono tutte ad uno sputo dal confine, anzi, le costruiamo noi stessi, e poi compriamo la nostra corrente dalla Francia; per fortuna che il confine impedirebbe a qualsiasi radiazione straniera di entrare in Italia, in caso di disastro
Una politica ambientale è quella che cerca di affrontare il problema con una pianificazione a breve, medio e soprattutto a lungo termine.
A breve termine ci sono le discariche: non possiamo certo tenerci la pattumiera in casa per settimane o mesi;
A medio termine ci sono riciclaggio e riutilizzo, ed anche politiche di incentivi per le energie rinnovabili (pannelli solari, etc.)
A lungo termine ci sono interventi colossali: sostituire il petrolio e la combustione con altro ha un impatto planetario, che tocca miliardi di persone, catene di distribuzione dell'energia distribuite capillarmente su tutto il territorio, etc.)
E qui non ha senso prendersela con le multinazionali: non esiste stato ne azienda locale che possa disporre delle risorse e della volontà di investire le quantità di denaro necessarie.
Ringraziamo il cielo che ci sono, le multinazionali.
E con questo concludo la prima sbrodolata sull'argomento!
Attendo ansiosamente i vostri commenti, contestazioni ed integrazioni
Andy
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Andy
Utente
 Expert Internetcratico| Posts: 26 |   | |
Un chiarimento sull'idrogeno - 2005/08/03 03:54
una breve precisazione sull'idrongeno come combustibile:
l'idrogeno non è una fonte di energia: è soltanto un mezzo per immagazzinarla.
È vero che la combinazione di idrogeno ed ossigeno è pulita, e produce soltanto energia ed acqua, ma a quale costo?
L'idrogeno non si trova allo stato puro in natura, e per essere ottenuto deve essere separato da altri elementi (per esempio dall'ossigeno dell'acqua), e questa ha un notevole costo.
Ad oggi il consumo complessivo di energia (e di conseguenza l'inquinamento derivante) per mandare avanti un auto ad idrogeno è nettamente superiore a quello equivalente del petrolio.
Se vi sono dubbi, sarò felice di rispondere alle vostre domande.
Andy
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